La repubblica sovietica ungherese
Nel 1919 l’Unione
Ungherese per la Difesa Nazionale non vide altre soluzioni che stabilire una
dittatura militare, i partiti democratici sperarono nelle elezioni di Marzo,
mentre i comunisti volevano la dittatura del proletariato.
D’altra parte Károlyi fu convinto che solo un governo
socialdemocratico riuscisse ad essere efficace contro le dittature che si
prospettavano all’orizzonte.
Inoltre, come ulteriore problema, Parigi diede via
libera al governo rumeno per occupare i territori ungheresi, obbligando Budapest
a smilitarizzare una zona di circa 40-50 km. Il capo di Stato ungherese fu messo
a conoscenza di tutto ciò il 20 Marzo tramite una lettera del vice colonnello
francese,rappresentante degli alleati presso Budapest, Ferdinand Vix. Non è
ancora chiaro perché ci fu una simile presa di posizione, poiché non esisteva il
minimo dubbio sull’intenzione pacifica della democrazia di Károlyi.
A questo punto il governo si trovò in una situazione
d’inerzia poiché rifiutare l’ordine dell’Intesa sarebbe voluto significare
un’ulteriore guerra mentre accettare equivaleva ad una estrema ondata d’odio
popolare. La situazione fu talmente imbarazzante che il gabinetto si dimise
nello stesso giorno facendo posto ad un governo esclusivamente composto da
socialdemocratici, come avrebbe quindi desiderato lo stesso Kàrolyi.
Come prima
cosa, tale governo rifiutò le note Vix e in seguito trovarono un accordo con i
comunisti imprigionati per la formazione d’una dittatura del proletariato
tramite colpo di Stato.
Fu nominato Primo ministro Sándor Garbai con il
ruolo di comando affidato al commissario Béla Kun. I primi doveri del regime
furono il proibizionismo e l’instaurazione dello statalismo ma comunque la
dittatura non incontrò l’ostilità della maggioranza della gente in parte per
paura d’una resistenza armata, in parte perché speravano di raggiungere una
società più giusta. Il 22 Maggio Kun e il suo partito dichiararono la volontà di
formare un’unione con la Russia sovietica e il vice colonnello Vix s’affrettò a
lasciare il paese rivelando con tale gesto cattivi presagi per la futura sorte
dell’Ungheria.
Il regime era sempre più influenzato dai sovietici e furono proibiti tutti i partiti e i sindacati. L’età per esercitare i diritti d’elettorato attivo fu abbassata a 18 anni mentre vennero esonerati dagli stessi diritti i ricchi e il clero.Le seguenti elezioni furono “controllate” per garantire il successo rosso in modo da ottenere anche la legittimazione popolare. Le Guardie Rosse furono istituite sotto i commissari e apparve anche l’organo del terrore rosso “ i ragazzi di Lenin” ovvero una brigata di 200 persone.
L’economia della repubblica sovietica
L’Economia della repubblica sovietica fu modellata ad immagine della Russia
sovietica, espropriando proprietà, miniere, industrie e banche e rendendole
statali. Gli utopici obbiettivi erano accompagnati da pribizionismo e
razionamento di materie e prodotti. Le industrie d’importanza strategica (poste,
ferrovie, miniere) furono messe sotto il controllo dei Soviet.
In questo periodo regnò il caos finanziario, poiché la valuta
corrente rimase quella della monarchia ed effetivamente s‘instaurò il baratto,
il lavoro nero, mentre la vera valuta era costituita da gioielli e oro. Anche la
fiducia sulle capacità finanziarie del paese s’indebbolì.
Il governo non permise inoltre la distribuzione delle terre
statalizzate, scontentando così i contadini che minarono seriamente la dittatura
del proletariato attuando una contro-rivoluzione che venne severamente repressa.
The majority of peasants however was not ready for this. They were hoping for
ownership of land finally. As this hope was not realised the basis of the whole
proletarian dictatorship has collapsed with the farmers confronting the soviets. The
counterrevolutionary movements of the peasants were violently punised.