La repubblica democratica popolare d’Ungheria

  Dopo la prima guerra mondiale similarmente a moltri altri paesi sconfitti anche l’Ungheria invocò il così detto contro-governo, il Consiglio Nazionale Ungherese, opposto ai poteri ufficiali.Esso si formò il 24 Ottobre 1918 a Budapest con il conte Mihály Károlyi come presidente.Il giorno seguente venne annnunciato un proclama di 12 punti che chiedevano:
- cambio del presente sistema di governo e del parlamento
- creazione di un Ungheria indipendente
- fine della guerra come dell’alleanza con le potenze centrali
- suffragio universale e diritti di voto segreto
- autogoverno delle minoranze
- libertà d’associazione, riunione e stampa
- amnistia generale
- rapide riforme economiche per evitare carestie
- distribuzione delle terre
- riconoscimento dei nuovi stati nazionali d’Ucraina, Polonia, Rep.Ceca, Slavonia e Austria-Germania

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 nuova politica estera che rispecchi le intenzioni pacifiche dell’Ungheria democratica.
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 Delega di rappresentanti al congresso di pace


  La così detta “rivoluzione delle rose d’autunno”, di stampo civile-democratico, scoppiò la notte del 30 ottobre capeggiata da lavoratori e soldati armati ritornati dal fronte. Tale rivoluzione prese il nome dal fatto che i soldati strapparono gli stemmi imperiali  dalle loro divise e li rimpiazzarono con comuni rose autunnali, esprimendo in tal modo il loro rifiuto di riconoscere il vecchio sistema governativo. Non ci fu spargimento di sangue sulle strade, ma uomini armati non identificati uccisero il Primo ministro, conte Istvàn Tisza (in seguito il nuovo governo prese le distanze da tale atto). Questo permise di dare il controllo a Károlyi  e ai suoi seguaci che rapidamente reinstaurarono la calma. Il 31 Ottobre l’Arciduca József  nominò Mihály Károlyi  Primo ministro.
  Il generale austriaco Victor Weber firmò l’armistizio il 3 Novembre 1918 e il 13 dello stesso mese vennero stabilite le linee di confine lungo il fiume Drava, la città di Pècs e i fiumi Maros-Szamos con la città di Beszterce.
  Carlo I sospese l’esercizio dei suoi diritti monarchici  nello stesso giorno confidando nella nazione per la scelta della forma di Stato.Il 16 Novembre il parlamento fu sciolto lasciando le basi legali per rendere indipendente e legittimare l’organo della rivoluzione: il Consiglio Nazionale Ungherese. Il governo repubblicano come prima decisione assunse la creazione di un sistema legislativo mentre lasciò insoluta la questione sul capo di Stato:
"Il governo nazionale ungherese per volere della nazione riferisce le seguenti decisioni.:
  Art.I. L’Ungheria è una  repubblica sovrana indipendente da ogni altro Stato.
  Art.II. La costituzione della repubblica popolare sarà stabilita in un urgente congresso nazionale  costituente dei proprietari riunito in base ai nuovi diritti di voto.
  Art.III. Fino a tale congresso nazionale costituente il capo della nazione, conte Mihály Károlyi  presiede il parlamento del popolo sostenuto da un comitato in carica del Consiglio Nazionale Ungherese.
  Art.IV. Il parlamento del popolo emanerà leggi urgenti:
1.
su immediato suffragio universale segreto e uguale incluse le donne per le elezioni federali e locali
2. su libertà di stampa
3. su sistema giudiziario popolare
4. su libertà di riunione e associazione
5. sui diritti dei contadini sulla terra
 
Art.V. Ogni altra legge emanata  precedentemente e contraria a quelle ora vigenti cessa immediatamente i suoi effetti.
    Budapest, il 16 Novembre 1918"

  Così fu stabilita la struttura legale della nuova democrazia che comunque fu impossibile da consolidare a causa dell’ambiente estero avverso e dellla minaccia interna di crollo economico. L’Intesa applicò un blocco economico che rese ancora più difficile la conversione dell’industria bellica in industria di tempo di pace. Il governo provò a rendere meno pesante la situazione con misure amministrative.
  Questi continui problemi di politica interna ed estera indebolirono la fiducia del popolo sul nuovo governo e già nella seconda metà di Novembre l’opposizione iniziò ad organizzare una contro-rivoluzione. Sotto la guida di György Szmrecsányi 2-3 mila sostenitori formarono la “Frazione degli ungheresi risvegliati”e i luogotenenti disarmati la “Forza di difesa nazionale” guidata dal generale Gyula Gömbös. I comunisti ritornarono dal loro esilio in Russia sovietica guidati da Béla Kun, un giornalista socialdemocratico che in seguito abbracciò la causa marxista fondando il partito comunista ungherese, con lo scopo di creare la dittatura del proletariato.Come opposizione c’era nell’ala destra un partito del popolo democratico cristiano mentre il partito dei piccoli contadini rimase fedele al governo.

  L’11 febbraio 1919 il Consiglio Nazionale elesse Mihály Károlyi  come presidente temporaneo della repubblica. In tale periodo il partito dei socialdemocratici ebbe il sopravvento sul partito liberale democratico di Kàrolyi e fu eletto come Primo ministro Dénes Berinkey  che ebbe il compito di contenere il radicalismo sia della destra che della sinistra parlamentare e, nello stesso tempo, di rinforzare il potere. Il fu proibito, i leader del partito comunista ungherese imprigionati. Allo stesso tempo le nazioni confinanti si stavano organizzando per occupare il paese fino ai confini che rivendicavano.

  On Jan. 11, 1919 the National Council has elected Mihály Károlyi as a temporary president of the republic. On the turn of the years 1918-1919 within the government the social democratic party has taken over the powers from the liberal democrate party of Károlyi. The new Prime Minister was Dénes Berinkey, his task being to keep the radicalism of both the left and the right under rein as well as to streghten the power. The HNGF was prohibited, the leaders of HCP were imprisoned. By the time of the national congress elections there were many more new parties and unions. In the meantime the neighbouring countries have almost managed to occupy our country to the so called Trianon borders.

  Nelle città i lavoratori filosovietici occuparono le fabbriche per alleviare la devastante carestia, mentre nelle campagne i contadini, anch’essi senza sostentamento iniziarono a formare cooperative con le terre dei proprietari terrieri. Il governo provò a frenare il fenomeno con una riforma terriera che permetteva l’appropriamento della terra dietro compenso e lasciando non più di 1,15-2,88 km (2) ai proprietari ma tale programma non fu mai realizzato a causa della caduta dela democrazia di Károlyi.